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In un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, Paola Severino affronta il tema del riconoscimento del merito delle donne.

In un’intervista pubblicata sul “Corriere della Sera”, Paola Severino interviene sulla mancanza di parità di riconoscimento tra donne e uomini.

Paola Severino

Coronavirus e i meriti delle donne: l’opinione di Paola Severino

L’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia ha messo in evidenza pregi e difetti della società, che si è trovata a dover fare i conti con consuetudini che riflettono un pensiero comune ancorato a convinzioni errate. Tra questi, la difficoltà delle donne nell’ottenere un giusto riconoscimento dei traguardi realizzati. Paola Severino, intervistata sul tema da Antonio Polito del “Corriere della Sera”, ha evidenziato una caratteristica del comportamento femminile, ossia quella di separare il merito dal potere, contrariamente a come accade per gli uomini. L’ex Ministro della Giustizia porta l’esempio di una dottoressa, Annalisa Malara, che ha avuto il merito di riconoscere il Coronavirus nel primo caso di Codogno: sebbene la donna abbia dimostrato valore e abbia apportato un enorme contributo alla battaglia contro il virus, ha preferito nobilmente tornare al suo lavoro senza essere colpita dal “tipicamente maschile” complesso dell’eroe. Secondo Paola Severino tuttavia, “troppo spesso ci accontentiamo di essere brave: il 53% dei magistrati ad esempio sono donne, ma non ce ne sono ai vertici degli uffici giudiziari”. In questo momento una delle priorità è quella di dimostrare di poter accettare il potere come forma di riconoscimento.

Paola Severino: “La strada inizia dalla famiglia”

Fin dai primi giorni dello scoppio dell’epidemia, l’opinione pubblica ha fortemente sostenuto medici e operatori sanitari, in prima linea contro i pericoli del Covid-19. La fotografia di un’infermiera italiana che si accascia su una scrivania dopo un turno di lavoro massacrante è diventata uno dei simboli della battaglia al virus. Nell’intervista Paola Severino ha sottolineato il protagonismo di dottoresse, ricercatrici e infermiere: un protagonismo che però non ha avuto un riflesso nella composizione del Comitato Tecnico Scientifico dedicato al Coronavirus e che coadiuva il Governo: “I primari sono tutti uomini? I dirigenti dei ministeri sono tutti uomini? E che attrito fa questo con l’immagine delle tantissime operatrici sanitarie che il Coronavirus lo combattono nelle corsie e nei laboratori?”. Per la Vice Presidente della Luiss il cammino che porterà al riconoscimento paritario è ancora lungo e tortuoso. Alcune leggi, come ad esempio la Golfo-Mosca, che ha imposto quote rosa nei CdA delle aziende, sembrano aver avuto un impatto positivo. Ma tutto ha inizio dalla famiglia: “Si dice ‘Dietro un grande uomo c’è sempre una donna intelligente’: perché non utilizzare la parola ‘accanto’? O ancora – conclude Paola Severinoquando cominceremo a dire che dietro una donna di successo c’è sempre un uomo intelligente?”.

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