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L’infrastruttura del gas è strategica per la transizione energetica, ma serve coordinamento e digitalizzazione: il pensiero di Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas.

Paolo Gallo

“Il Sole 24 Ore”: la partecipazione di Paolo Gallo al dibattito sul Recovery Plan

Soddisfazione per la presenza nel PNRR di un capitolo sul biometano – “la risposta più prossima” per accelerare la transizione – ma c’è ancora da fare affinché i meccanismi burocratici non siano “una corsa a ostacoli”. Il messaggio di Paolo Gallo, ospite de “Il Sole 24 Ore” nell’incontro sul “Recovery Plan”, traccia il quadro sugli elementi necessari in Italia per snellire il processo di transizione energetica, in particolare nell’ottica dell’infrastruttura gas. “Le persone devono avere le competenze per gestire i gas diversi sulla rete”, segnala l’AD, “sapere la pressione a cui viene consegnato il gas”. Ma, aggiunge, “la parte più complicata è la transizione di processi affinché questo hardware digitale possa essere gestito”. Grande importanza dunque per la digitalizzazione nella transizione: ciò non basta, però, senza processi di autorizzazione più veloci e più coordinati. “Siamo presenti in tutta Italia, abbiamo una rete di 70mila km, uno dei problemi è la sburocratizzazione nel rapporto con la PA”: così Paolo Gallo nell’intervento, che aggiunge un dato emblematico sui tempi burocratici richiesti. “Per fare un’estensione di una rete di qualche km noi impieghiamo 18 mesi per le autorizzazioni”, spiega, “quando servono pochi mesi per i lavori”: indispensabile dunque “un coordinamento tra le varie amministrazioni che devono dare i permessi, che per noi sono una corsa a ostacoli”.

L’AD Paolo Gallo sull’infrastruttura gas: “abilitatore incredibile” ma serve digitalizzare

Paolo Gallo prosegue evidenziando positivamente l’inclusione del tema del biometano nel futuro sostenibile del Paese: “Siamo molto soddisfatti che nel PNRR ci sia un capitolo per il biometano, perché per raggiungere gli obiettivi di transizione ecologica è la risposta più prossima che aiuterà in questa transizione”. E aggiungendo inoltre come in Unione Europea sia previsto che il peso del biometano “possa raggiungere il 20-25%”, l’Amministratore Delegato di Italgas pone l’attenzione sul fatto che tale discorso coinvolga direttamente la rete del gas. “La maggioranza di impianti che producono biometano da rifiuti in Europa al 90% è collegato alla rete di distribuzione del gas”: questa costituisce un “abilitatore incredibile”, così come descritta da Paolo Gallo. “La presenza delle reti di distribuzione è indispensabile perché ci possa essere uno sviluppo del biometano”, aggiunge l’AD, ma specifica: “Nel parlare di transizione ecologica o energetica, è indispensabile connetterla alla transizione digitale”. È fondamentale, pertanto, l’esistenza di una rete digitalizzata “altrimenti la gestione di questi gas è impossibile”.

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