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Spirito di squadra, curiosità, passione, ma anche sempre meno distanza tra mondo della formazione e domanda di lavoro: è questo che serve, secondo Alessandro Benetton, per dar vita a una nuova generazione di imprenditori italiani di successo.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton a “Money”: l’importanza di curiosità e apertura per diventare buoni imprenditori

Alessandro Benetton, imprenditore italiano alla guida di 21 Invest, ha parlato di esperienze personali e vita professionale in una recente intervista rilasciata a “Money”: la tematica principale è l’imprenditoria in Italia. Che consigli dare ai giovani per avere successo? Di sicuro bisogna dar loro supporto attraverso percorsi di studi pragmatici e sempre più vicini al mondo del lavoro. È fondamentale, d’altro canto, avere passione, curiosità e determinazione. “Quando avrai trovato le risposte, saranno cambiate le domande”, afferma, ricordando quello che è una sorta di mantra da tenere sempre a mente se si vuole diventare imprenditori. Alessandro Benetton stesso e ora anche i suoi figli hanno deciso di puntare a un percorso formativo negli Stati Uniti, Paese in cui vige maggior pragmatismo e investimenti da parte di pubblico e privati per “diminuire la distanza fra ciò che si studia e ciò che le aziende chiedono”. Senza mai dimenticare l’enorme patrimonio storico, artistico e culturale d’Italia, come sottolineato dall’imprenditore.

Alessandro Benetton: le potenzialità dei giovani italiani e del nostro Paese

Nel mondo di oggi è importante fare squadra e incentivare i giovani a frequentare gli Istituti tecnici (ITS): l’obiettivo è avvicinarsi ai numeri di Francia e Germania, oltre a “favorire maggiormente l’assunzione dei giovani in tutta Italia attraverso piani di flessibilità in entrata, non solo nelle grandi città”. Alessandro Benetton ha affermato con forza le enormi potenzialità del nostro Paese: “Questa pandemia è stata un acceleratore. Alcuni processi erano già in atto e si sono solo abbreviati i tempi. Si è rivelata un’opportunità per rivedere ed innovare il proprio modello di business, oltre che un’occasione per creare disintermediazione, attraverso nuovi canali che generano un rapporto più diretto con il consumatore e soprattutto per indirizzare importanti investimenti in nuove tecnologie e digitalizzazione”. E per i cosiddetti “NEET”, che non lavorano e non studiano? Bisogna intervenire sia dal punto di vista concreto che emozionale, ha spiegato Alessandro Benetton: “Troppo spesso il sistema creato dal nostro Paese fa sentire molti giovani “incapaci” di prendere una decisione in autonomia una volta finita la scuola dell’obbligo e spesso tra la ricerca di un impiego e la scelta di intraprendere o meno un percorso universitario si scoraggiano.” Serve meno timidezza e più responsabilità: sta a noi il compito di supportare i nostri giovani in questo senso.

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