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Archivio per gennaio, 2022

Claudio Descalzi: futuro a emissioni zero, Eni accelera con nuove tecnologie 

“Bisogna sempre avere un mix di tecnologie a disposizione su cui si lavora, guardando al breve, al medio e al lungo termine”: la vision dell’AD di Eni Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi, Eni: siamo una società tecnologica che cerca di crearsi in casa le soluzioni di cui ha bisogno

Transizione energetica e decarbonizzazione e il ruolo delle energie rinnovabili e delle nuove tecnologie, fondamentali per riuscire a cambiare sorgente di energia senza costringere il sistema a cambiare infrastrutture. L’AD di Eni Claudio Descalzi ne ha parlato lo scorso settembre all’Italian Tech Week, intervistato dal Direttore de “La Stampa” Massimo Giannini: “Non c’è una sola tecnologia, ad esempio quella delle rinnovabili, che basterà in futuro per soddisfare tutta la domanda. Per questo bisogna avere un approccio senza pregiudizi ideologici che prenda in considerazione tutto quello che si può usare, dall’idrogeno, alle bioraffinerie, alla cattura delle emissioni, tanto per fare qualche esempio”. Negli ultimi otto anni Eni è diventata “sempre di più una società tecnologica, che cerca di crearsi in casa le soluzioni di cui ha bisogno”: questo “permette di avere da una parte soluzioni studiate su misura per le nostre esigenze e dall’altra dà una forte motivazione alle persone che in azienda fanno ricerche sulle tecnologie e poi le applicano ai nostri problemi concreti”. E “in questo modo si riducono anche i tempi di accesso al mercato”. La scelta di diventare una società tecnologica è stata “in qualche modo obbligata”, ha aggiunto Claudio Descalzi: “Ci permette di essere flessibili di fronte a un mondo che cambia rapidamente e di cambiare anche noi non solo in superficie, ma in profondità”.

Il ruolo delle tecnologie per un futuro a emissioni zero: l’impegno di Eni nelle parole dell’AD Claudio Descalzi

Le tecnologie giocano quindi un ruolo di primo piano nell’incentivare la decarbonizzazione e accelerare il processo di transizione energetica. Eni, come ricordato in più occasioni dall’AD Claudio Descalzi, è stata tra i primi a intuirne il valore anche sul fronte della sostenibilità avviando diversi progetti in questa direzione. “Bisogna sempre avere un mix di tecnologie a disposizione su cui si lavora, guardando al breve, al medio e al lungo termine”, ha ricordato l’AD anche nel suo intervento all’Italian Tech Week lo scorso settembre. Parlando in merito delle innovazioni “che fanno fare un sostanziale passo in avanti”, ha citato il progetto “appena realizzato con il Mit di Boston sulla fusione a contenimento magnetico”: ci sono voluti “tanti anni di esperimenti in tutto il mondo” per arrivare a realizzare “attraverso la start up americana di cui siamo maggiori azionisti il primo test su di un magnete a superconduttori ad alta temperatura in grado di creare un campo magnetico che potrà confinare il processo di fusione”. Si tratta di un processo “analogo a quello che avviene nelle stelle e a più di 100 milioni di gradi e quindi in grado di permettere la realizzazione di un bilancio positivo tra energia utilizzata e quella prodotta”, ha evidenziato Claudio Descalzi. La road map prevede la realizzazione del primo prototipo di mini impianto nel 2025 e nel 2030 di un primo impianto industriale di questa tecnologia in grado di immettere energia netta in rete: i tempi “con questo approccio industriale potranno essere notevolmente ridotti rispetto ad un approccio convenzionale”.

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