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Da un lato il fenomeno della desertificazione territoriale, dall’altro le regole europee che equiparano le BCC ai grandi gruppi bancari. Per Alessandro Azzi sono queste le principali criticità del sistema del credito cooperativo.

Alessandro Azzi

Alessandro Azzi: “Covid ha mostrato i limiti dei nostri territori”

Nel 2021 in Italia il numero dei soci delle banche di credito cooperativo ha quasi raggiunto il milione e mezzo. Un segnale inequivocabile del bisogno sempre più diffuso di mutualismo e senso di comunità, soprattutto in epoca di pandemia. Ad oggi le BCC possono essere infatti considerate gli unici istituti bancari a dimostrare ancora una forte vicinanza ai territori. Per questo è fondamentale salvaguardare quello che Alessandro Azzi definisce un “modo differente di fare banca”. Il Presidente della Federazione Lombarda BCC lo ha dichiarato sul palco di “Obiettivo di prossimità: strategie cooperative per la ripartenza”, una due giorni organizzata lo scorso ottobre a Venezia per illustrare i risultati ottenuti dal sistema di credito cooperativo lombardo. Durante il suo intervento ha evidenziato quelle che secondo lui sono le criticità principali che le BCC si trovano a dover affrontare. In primis i rischi legati al fenomeno della desertificazione dei territori, messo in evidenza dalla pandemia. Sono sempre più i Comuni in cui le BCC rappresentano gli unici intermediari finanziari: “Nel PNRR – ha spiegato Alessandro Azzisi investono miliardi di euro per creare (o ricreare, dove nel tempo sono stati tolti) soggetti e ospedali di comunità a servizio dei territori. Lo stesso scenario lo sta vivendo il sistema del Credito, con la tendenza alla concentrazione in grandi gruppi bancari tendenzialmente più lontani dai territori”.

Alessandro Azzi: “BCC schiacciate dalle normative”

Ad aggravare i rischi della desertificazione anche gli effetti dell’attuale normativa comunitaria applicata al Credito Cooperativo. “Non è che spingendo le BCC ad adottare logiche che sono di grandi banche, si rischia di trasformarle in un’altra cosa? – è la domanda di Alessandro AzziI territori hanno più bisogno di credito cooperativo ma le BCC si sentono schiacciate, più che dal mercato, dalle normative che ci sono richieste. Su questo tema è importante sensibilizzare le autorità di controllo e anche chi oggi governa il nostro Paese”. Per il Presidente della Federazione è necessario salvaguardare i principi cardine che guidano il mondo del credito cooperativo: “Le Casse Rurali sono luoghi di solidarietà locale e mai come oggi le sfide globali chiamano in causa le realtà locali. L’invecchiamento, l’aumento delle disuguaglianze sociali, il bilanciamento vita-lavoro, il costo troppo alto dell’assistenza sociale – conclude Alessandro Azzisono tutte ‘domande’ che ci impegnano a cercare ‘risposte’ concrete”.

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