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Con il nuovo Piano strategico, Banca Generali darà il via ad una fase di espansione. Tre le direttive: ampliamento della platea clienti private banking, sviluppo dell’ecosistema digitale e nuovi target di sostenibilità.

Private Banking, Banca Generali si prepara al 2024: 3 i pillar strategici

Non intende frenare Banca Generali. Forte dei risultati più che positivi ottenuti nel 2021, l’Istituto di private banking guidato da Gian Maria Mossa si prepara ad un triennio improntato sulla crescita. A delineare il percorso di espansione il nuovo Piano strategico e finanziario 2022-2024. Il documento, approvato dal CdA lo scorso febbraio, definisce i 3 pillar della nuova strategia: valore del servizio, innovazione e sostenibilità. Il primo riguarda l’introduzione di una gamma composita di prodotti e servizi private banking con il fine di servire una platea di clienti più ampia, puntando su High Net Worth (HNW) e Affluent. Lato innovazione, l’obiettivo di Banca Generali è sfruttare l’esperienza maturata negli ultimi anni per diventare una banca sempre più data driven ed evolvere il proprio ecosistema di piattaforme digitali. Sul fronte della sostenibilità, il Gruppo intende rinnovare il suo impegno, ponendosi come punto di riferimento sulle tematiche ESG.

Private Banking, l’AD Gian Maria Mossa: “Successo di Banca Generali scritto da tutte le sue persone”

Entrando nel dettaglio del terzo pillar strategico, in tema di sostenibilità l’Istituto di private banking intende coinvolgere la totalità degli stakeholder. Per i dipendenti, ad esempio, verranno portate avanti iniziative di work-life balance, Diversity e Inclusion. Banca Generali è inoltre pronta a dare nuovo impulso alla lotta al cambiamento climatico. Entro il 2024 il Gruppo sottoscriverà gli impegni sia del Principle of Responsible Investment (PRI) che della Task Force on Climate-related Financial Disclosures. Una strategia ambiziosa, così come i risultati attesi. Alla fine del triennio la Banca italiana leader nel private banking punta infatti ad una raccolta netta cumulata di 18-22 miliardi di euro, una crescita dell’utile del 10-15% e dividendi cumulati pari a €7,5-8,5 per azione nel periodo 2022-2025. Lato investimenti sostenibili, l’Istituto intende raggiungere una percentuale del 40% in prodotti ESG sul totale delle soluzioni gestite complessive. Da parte dell’AD Gian Maria Mossa nessun dubbio sul raggiungimento di obiettivi e target: “È un piano che mette al centro le nostre persone, cuore della nostra azienda ed elemento differenziante nel mercato”, ha dichiarato.

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