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Ecco come si diventa il più grande investitore italiano in fintech: l’intervista di “Milano Finanza” al CEO di FSI Maurizio Tamagnini.

Maurizio Tamagnini

Maurizio Tamagnini: il fintech un investimento trainante per l’economia del Paese

FSI è il più grande investitore italiano in fintech. Lo sottolinea in un’intervista rilasciata a “Milano Finanza” il CEO Maurizio Tamagnini: “Investire nelle belle aziende italiane è un buon investimento. Investire nelle aziende italiane fintech, in particolare in quelle che hanno già una struttura e sono aperte al cambiamento, è un ottimo investimento”. In quattro anni dal lancio, FSI ha investito in fintech 600 milioni di euro, pari a circa il 50% del valore complessivo degli investimenti condotti dal fondo. “È un investimento trainante per l’economia del Paese. L’Italia, lo sappiamo, è ancora molto indietro in tema di digitalizzazione delle imprese, il nostro rapporto tra investimenti in IT e PIL è il più basso d’Europa e c’è quindi un’enorme opportunità da cogliere”, spiega il CEO Maurizio Tamagnini a “Milano Finanza”. E i risultati gli danno ragione: nel settore FSI annovera ormai un solido track record e nel corso dell’ultimo anno sono stati portati a termine due investimenti e un reinvestimento, come sottolinea la testata.

Maurizio Tamagnini: a quattro anni dal lancio FSI ha investito 600 milioni di euro in fintech

“Lavoriamo sempre con un approccio a tre fasi”, spiega nell’intervista il CEO Maurizio Tamagnini. “Prima individuiamo la società che rappresenta nel suo settore la piattaforma di sviluppo più promettente ed entriamo nel capitale senza caricarla di debito, per lasciarla libera di investire poi per la crescita. Dopodiché la affianchiamo in questa crescita, prima a livello domestico e poi internazionale. Infine cerchiamo un partner strategico di grandi dimensioni in grado di farle fare un ulteriore salto di sviluppo e cerchiamo di restare parte di questo ulteriore sviluppo, reinvestendo nella nuova realtà”: le parole del CEO ripercorrono efficacemente quanto fatto con Cedacri, il gruppo specializzato in software per il banking e servizi cloud in cui FSI è entrata nel 2018 per poi contribuire a una crescita rilevante. E ora FSI, come rivela il CEO Maurizio Tamagnini a “Milano Finanza”, guarda a “piattaforme software, in particolare a quelle di ERP (Enterprise Resource Planning) e software gestionali per le imprese”.

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