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Può uno sportivo essere fonte di ispirazione per chi ha intrapreso o intende intraprendere un percorso imprenditoriale? Alessandro Benetton risponde alla domanda nel suo ultimo video su Youtube.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “Le persone a cui ci ispiriamo determinano che tipo di imprenditore saremo”

È stato l’imprenditore statunitense Jim Rohn a dire che siamo la media delle cinque persone che frequentiamo di più. Una frase che per Alessandro Benetton riassume un concetto fondamentale: “Le persone a cui ci ispiriamo – spiega – sono quelle che determineranno che tipo di imprenditore saremo”. Il fondatore e Presidente di 21 Invest introduce così il suo ultimo appuntamento di #UnCaffèConAlessandro. Nel video, pubblicato anche sul portale del “Corriere della Sera”, rivela quelli che sono i tre grandi personaggi sportivi che più di tutti hanno lasciato il segno nella sua lunga carriera imprenditoriale. Atleti che hanno avuto il merito di raggiungere il successo internazionale non solo grazie al talento sportivo, ma soprattutto per i valori e le idee che sono riusciti a portare avanti. Indicando una tavola da surf alle sue spalle, Alessandro Benetton parla della storia di Kelly Slater, surfista “senza età” che proprio recentemente, a 50 anni, è riuscito a guadagnare il primo posto nella Billabong Pro Pipeline alle Hawaii, tappa fondamentale nel Word Surfing Championship: “Di lui mi ha sempre colpito la capacità di affrontare nuove sfide e di mettersi in gioco. E lo ha fatto anche come imprenditore, quando nel 2014 ha lasciato il suo sponsor QuickSilver per creare il proprio brand di abiti realizzati con materiali recuperati dagli oceani, Outerknow, e puntare tutto sulla sostenibilità quando ancora non era una tendenza che tutte le aziende scopiazzavano”.

Alessandro Benetton: per essere leader serve voglia di migliorarsi e fiducia nelle proprie idee

Tra le icone dello sport che l’imprenditore ha avuto la fortuna di conoscere anche Michael Schumacher. Dal 1988 al 1998 Alessandro Benetton è stato Presidente di Benetton Formula. In quegli anni la scuderia di famiglia vince due titoli mondiali piloti proprio grazie alla collaborazione nata con il pilota tedesco, di cui si intravede il casco sullo sfondo: “Mi è stato di esempio per molti motivi – ricorda – primo fra tutti la sua voglia di migliorarsi sempre. Era il tipo di persona che, nonostante fosse arrivato primo o frantumato il record della pista, a fine gara andava da tutti i reparti per parlare e trovare soluzioni per migliorare. Era il leader che tutti avrebbero voluto”. Tocca poi al guantone di Muhammad Ali, regalato ad Alessandro Benetton in un incontro fortuito avvenuto negli anni ’90 a New York. A ispirare il Presidente di 21 Invest non tanto i risultati ottenuti dal pugile sul ring, quanto l’impatto sociale della sua figura. Ali è infatti noto per essersi rifiutato di combattere nella Guerra del Vietnam sia per motivi religiosi che di opposizione al conflitto. Nonostante l’arresto e la privazione del titolo, ha resistito fino all’annullamento della condanna nel 1971: “Ali ha sacrificato la sua più grande passione, il suo lavoro, per rimanere fedele ai suoi grandi ideali. E ha dimostrato così che un grande leader deve essere disposto a sacrificare tutto per quello in cui crede”.

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