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Aria di dimissioni all’Unione Industriali di Napoli: dopo Paolo Graziano e Ambrogio Prezioso, anche il Presidente di Atitech Gianni Lettieri lascia Palazzo Partanna.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri annuncia le dimissioni dall’Associazione

È arrivata lo scorso 21 febbraio, in un clima interno sempre più teso, la decisione di Gianni Lettieri di lasciare l’Unione Industriali di Napoli della quale è stato Presidente dal 2004 al 2010: le dimissioni del Patron di Atitech si sono quindi aggiunte a quelle già presentate da Paolo Graziano e Ambrogio Prezioso. “Questa mattina ho rassegnato le mie dimissioni dall’Unione Industriali di Napoli”, ha dichiarato. “Una decisione meditata a lungo e presa in modo sofferto avendo dedicato all’associazione tempo e impegno, nel periodo della mia presidenza, per dare risposte ai problemi degli imprenditori e del territorio”. La scelta di Gianni Lettieri non rappresenta, come lui stesso ha precisato, un’azione contro le persone: “Semplicemente – ha fatto sapere – non mi riconosco nel modello e nella visione che l’Unione vuole imporre”.

Gianni Lettieri: liti e allontanamenti incomprensibili

Un modello e una visione differenti, in cui è diventato sempre più complicato identificarsi, hanno di fatto contribuito ad accelerare la decisione di Gianni Lettieri. “Noto infatti con dispiacere – ha sottolineato – che monta una crescente disaffezione da parte delle imprese di fronte ai messaggi che ricevono. Gli associati pagano per ottenere servizi, per avere soccorso, per essere aiutati nella soluzione dei problemi, liberi di esprimere le proprie opinioni in una casa davvero comune”.
Alcuni precedenti diverbi, sommati a provvedimenti ritenuti alquanto discutibili, non hanno certamente aiutato a rasserenare gli animi. “Oggi assistiamo a liti incomprensibili e allontanamenti arbitrari” ha precisato Gianni Lettieri. “E dopo l’interregno di un presidente poco rappresentativo della realtà locale mi sarei aspettato un esponente del mondo manifatturiero per il rilancio della nostra industria e dell’occupazione”.

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