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“La mia Cortina, metafora di un Paese in bilico tra bellezza e immobilismo”: i ricordi di Alessandro Benetton nella sua autobiografia, uscita lo scorso 10 maggio.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: il legame con Cortina in “La Traiettoria”

In qualità di Presidente, Alessandro Benetton ha guidato l’ente organizzatore dei Mondiali di Sci 2021: un’occasione importante di rinascita non solo per Cortina ma anche per l’intero Paese, duramente colpito dalla pandemia. Impossibile non parlare di un capitolo importante come questo nel libro in cui ha deciso di raccontarsi e raccontare la propria vita. In “La Traiettoria”, 396 pagine, uscito lo scorso 10 maggio, l’imprenditore ripercorre vittorie, sconfitte, insegnamenti approfondendo anche il legame con Cortina: “La frequento da quando sono nato. Non appena l’età me l’ha consentito ho cominciato ad andarci per conto mio, o con la sola compagnia di mio fratello Mauro. Spessissimo in corriera, a volte invece riuscivo a scroccare un passaggio ai genitori di amici”. La città ha fatto da cornice ad alcuni dei più importanti momenti nella vita di Alessandro Benetton: “È la città del mio primo amore, delle scarpe lustrate al golf club per poche lire di mancia in più, degli aspri insegnamenti di mio padre. A Cortina ho sperimentato la prima forma d’indipendenza, lì ho imparato ad allargare la cerchia di amicizie fuori da Treviso, schiudendomi a poco a poco al mondo”.

Alessandro Benetton su Cortina: tributare attenzione e cura alle comunità locali è di importanza vitale

I Campionati del mondo di sci alpino: Alessandro Benetton ricorda nel libro com’è arrivato alla presidenza della Fondazione: “Correva l’anno 2015, il Coni e la Federazione avevano fatto percepire la loro vicinanza e sul territorio si era diffusa la sensazione di avere tra le mani una vera e propria occasione di rinascita. La condividevo, quella sensazione, infatti mi è dispiaciuto rispondere di no alla prima proposta di presiedere la Fondazione Cortina 2021. (…) Due anni dopo, nel 2017, il Coni e la Federazione mi hanno ricontattato. Proponendomi per la seconda volta la presidenza della Fondazione. La mia situazione nel frattempo era cambiata, e così il loro punto di vista: questa volta, oltre che alla mia esperienza imprenditoriale, le istituzioni hanno fatto appello al mio amore per lo sport”. La sua presidenza è stata improntata sul concetto di “give back” come si usa dire in America: “L’imprenditore che riesce bene nel suo lavoro deve avvertire a suo avviso l’obbligo e il piacere di fare tutto ciò che è in suo potere per esercitare un’influenza positiva sulla comunità a cui appartiene”. Il pensiero corre alle numerose iniziative promosse a sostegno delle comunità e del territorio in parallelo all’organizzazione dei Mondiali di Sci. “Tributare attenzione e cura alle comunità locali, ai singoli territori, è dunque di importanza vitale, ma non solo”, spiega Alessandro Benetton: “Rivolgere per un attimo sguardo e attenzione all’interno, invece che all’esterno, credo che sia il modo migliore possibile – il più lungimirante, il più costruttivo – per lasciare dietro di sé una traccia positiva, un segno buono, uno slancio verso il domani che possa sprigionare energia anche quando lui o lei non ci saranno più. Anche questa è traiettoria, no?”.

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