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Le imprese italiane soffrono ancora del gap digitale. Una spinta importante può venire dagli investimenti nel fintech. Maurizio Tamagnini, AD di FSI, ne ha parlato in una recente intervista a cura di “Milano Finanza”.

Maurizio Tamagnini

Maurizio Tamagnini (FSI): “Aziende italiane fintech? Un’occasione di investimento da non perdere”

Sono in totale 600 i milioni che FSI ha deciso di investire nel fintech. Numeri importanti, che in soli quattro anni dalla sua costituzione hanno reso la società il maggior investitore italiano nel settore. L’ingresso in Cedacri e in Lynx e la recente partnership per lo sviluppo di Bcc Pay le operazioni più significative. In Italia le opportunità restano enormi e FSI non intende rallentare il passo. A dirlo è Maurizio Tamagnini, Managing Partner e Amministratore Delegato dal 2016, nonché Presidente del Consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics. Intervistato dal quotidiano “Milano Finanza”, il manager ha dichiarato: “Il Paese è ancora molto indietro in tema di digitalizzazione delle imprese, il nostro rapporto tra investimenti in IT e PIL è il più basso d’Europa e c’è quindi un’enorme opportunità da cogliere”. Investire nelle aziende italiane fintech è “un’ottimo investimento” non solo in termini economici, come testimonia l’IRR in linea con il top quartile dei fondi buyout raccolti negli ultimi 5 anni, ma anche di impulso alla transizione digitale del Paese: “Per questo – aggiunge Maurizio TamagniniFSI si è strutturata con un team appositamente focalizzato sul tech guidato dal Cio Barnaba Ravanne”.

Maurizio Tamagnini: nel futuro di FSI spazio alle piattaforme software

Il successo di FSI è merito di un approccio ormai consolidato che si concretizza in tre fasi. La prima riguarda la ricerca delle piattaforme di sviluppo più promettenti, mentre nella seconda si dà il via all’ingresso nel capitale con l’obiettivo di lasciarle prive di debito. “Dopodiché – spiega Maurizio Tamagninila affianchiamo in questa crescita, prima a livello domestico e poi internazionale. Infine cerchiamo un partner strategico di grandi dimensioni in grado di farle fare un ulteriore salto di sviluppo e cerchiamo di restare parte di questo ulteriore sviluppo, reinvestendo nella nuova realtà”. Cedacri ne è un esempio. Dopo aver operato una profonda trasformazione del gruppo specializzato in software per il banking e i servizi cloud, FSI ha supportato le acquisizioni di Oasi e Cad.It. e infine ha individuato ION Investment Group come partner, che ha comprato l’intera Cedacri. Un percorso simile è previsto anche per la società di monetica di Iccrea Banca, BCC Pay, con il closing dell’operazione previsto entro l’estate. Nel frattempo Maurizio Tamagnini fa sapere che la società è già alla ricerca di nuove piattaforme software “sotto la falsa riga dell’investimento già realizzato in Lynx”. “Stiamo guardando in particolare a quelle di ERP (Enterprise Resource Planning) e software gestionali per le imprese. A oggi l’investimento più simile che abbiamo fatto è quello in Lynx, system integrator specializzato in soluzioni tecnologiche a supporto di grandi aziende nel settore utility, di banche, assicurazioni e pubblica amministrazione”.

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