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Tra i primi istituti a puntare sugli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali ha inviato il fotografo Stefano Guindani in giro per il mondo con uno scopo preciso: documentare l’avanzamento dell’Agenda Onu 2030.

Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: le finalità dell’iniziativa

Un racconto sullo stato di avanzamento dei 17 SDGs dell’Agenda Onu 2030 attraverso scatti d’autore: si chiama “BG4SDGs – Time To Change” il progetto fotografico lanciato lo scorso autunno da Banca Generali in collaborazione con Stefano Guindani. L’obiettivo dell’Istituto, pioniere in Italia in materia di investimenti sostenibili ESG, è quello di accendere i riflettori sull’impatto negativo dell’uomo e allo stesso tempo sulle azioni concrete in tema di sviluppo sostenibile. Il calendario prevede un SDG per ogni mese, per una durata totale di 17 mesi. Una ricerca che ha portato il fotografo Guindani in giro per il mondo, accompagnato dal noto antropologo Alberto Salza. Kenya, Brasile, Norvegia, Australia, Stati Uniti, Sudafrica e Israele sono alcuni dei luoghi che finora hanno interessato il progetto targato Banca Generali. Gli scatti finora realizzati sono stati diffusi sia via social che sul sito ufficiale dell’Istituto. Terminato il progetto, le immagini più rappresentative verranno esposte in una mostra fotografica itinerante, oltre che raccolte in un catalogo dedicato.

Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: “Time to Change”, testimonianze dal Kenya

Sono sette i capitoli raccontati finora dal progetto promosso da Banca Generali. Una delle ultime tappe il Kenya, con Guindani e Salza che si sono spinti nel deserto del Chalbi, tra le zone più inospitali di tutto il continente africano, giungendo nel piccolo villaggio di North Horr. Costruito da alcune tribù di etnia Gabra, il villaggio vive da sempre di pastorizia: l’aumento della siccità, causata dagli effetti del climate change, sta tuttavia distruggendo questo equilibrio. Ad arginare il fenomeno il progetto Heal di Amref, un esempio di eccellenza che rientra nel SDG 17 dell’Agenda Onu 2030 (“Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile”). L’iniziativa della Ong prevede infatti l’utilizzo di una piattaforma multiutente per la prevenzione dei rischi meteorologici, grazie alla quale i pastori possono conoscere in anticipo i luoghi più sicuri dove condurre il bestiame. North Horr si è trasformato così in uno degli esempi di cooperazione internazionale più efficaci. L’impegno di Banca Generali nel progetto “Time to Change” risponde alla visione portata avanti dal Gruppo, da sempre alla ricerca di soluzioni in grado di favorire la transizione verso modelli sostenibili di sviluppo economico. Un esempio è l’attenzione rivolta agli investimenti sostenibili ESG, che si basa sull’idea che anche gli investitori privati possono contribuire attivamente alla realizzazione dell’Agenda Onu.

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