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L’Italia è tra gli ultimi paesi in Europa per autonomia energetica, ma le rinnovabili possono ribaltare la situazione. Lo spiega Marco Patuano ai microfoni del Sole 24 Ore.

Marco Patuano

Marco Patuano: “Fotovoltaico centrale. Occorrono interventi normativi importanti”

Oggi l’Italia produce all’interno dei propri confini nazionali solo il 22,5% dell’energia consumata. Un dato che la colloca al quintultimo posto in Ue per autonomia energetica. Sfruttare acqua, sole, vento e rifiuti al momento è l’unica alternativa valida. A parlare è il Presidente di A2A Marco Patuano. Intervistato dal Sole 24 Ore in occasione dell’ultima edizione del Forum Ambrosetti di Cernobbio, il manager ha commentato il quadro emerso dal Position Paper realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con A2A. Secondo lo studio, sfruttando al meglio le materie prime autoctone e agendo su elettrificazione dei consumi e sull’efficientamento, il Paese potrebbe arrivare agevolmente al 60% di autonomia in soli sei anni. “Bisogna investire, in particolare nel fotovoltaico, che rappresenta circa 100 GW di ulteriore potenza che potremmo ottenere. Non solo al Sud – aggiunge Marco Patuanoma anche al Nord dove in questo ambito c’è una potenzialità ancora inespressa. Dobbiamo accelerare e occorrono interventi normativi importanti”.

Rinnovabili, Marco Patuano: “Risultati importanti sfruttando le peculiarità delle regioni”

Le potenzialità dei territori italiani per lo sviluppo delle rinnovabili emergono chiaramente dal report di Ambrosetti e A2A, prosegue Marco Patuano. Secondo l’indice composito realizzato per la ricerca, l’Italia risulta al secondo posto in Europa per disponibilità di fonti green. Tra il 2000 e il 2019 il Paese è risultato tra i più virtuosi in termini di miglioramento dell’autonomia energetica. Tuttavia, per accelerare il processo è necessario tener conto delle peculiarità delle singole regioni: un passaggio che permetterebbe di dispiegare il pieno potenziale del Paese. “Ad esempio, in Pianura Padana il sole c’è, ma manca lo spazio. Di conseguenza nel Nord il fotovoltaico è soprattutto un fotovoltaico da tetti. Nel Sud Italia invece, utilizzando meno dell’1% del territorio, ci sono realtà che possono garantire grandi produzioni. Lo stesso si può dire per l’eolico. Combinando questo mix – conclude Marco Patuanosi può arrivare nel medio periodo a risultati importanti”.

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