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Il nucleare e la riapertura delle centrali a carbone non sono la soluzione alle difficoltà energetiche: le considerazioni di Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A, intervenuto all’Energy Forum 2022 di Cernobbio.

Renato Mazzoncini

Transizione energetica: il monito di Renato Mazzoncini a non guardare verso il passato

“Dopo la guerra in Ucraina ci troviamo in un nuovo mondo. Lo shock energetico è una cosa terribile, dobbiamo quindi decidere di andare in una direzione”, così Renato Mazzoncini intervenendo all’Energy Forum 2022, tenutosi il 10 marzo a Cernobbio. L’evento ha riunito i protagonisti del comparto energetico per discutere dei cambiamenti in corso nel settore. Una transizione per cui, anche alla luce del conflitto russo-ucraino, è fondamentale prendere scelte ben ponderate e lungimiranti: “Se dovessimo andare indietro dovremmo riaprire le centrali a carbone, ma non mi sembra il modo giusto”, ha osservato Renato Mazzoncini, sottolineando come sul nucleare “nessuno parla del fatto che l’Italia ha risorse di uranio per mandare avanti una sola centrale per 30 anni”. La situazione richiede invece un maggiore sforzo sul fronte delle energie rinnovabili: è un ambito che vede l’Italia ben posizionata e con grandi disponibilità di sole, vento e acqua, ha aggiunto l’AD e DG di A2A.

Renato Mazzoncini: per superare lo shock energetico investire nelle rinnovabili

Per Renato Mazzoncini il punto è dunque quello di non fare passi indietro verso il passato: è una scelta che implicherebbe, ad esempio, la riapertura delle centrali a carbone. La strada non può essere neanche quella del nucleare, per cui il Paese non presenta disponibilità nella materia prima necessaria. La direzione verso il futuro è invece quella legata a doppio filo con le energie rinnovabili: “L’Italia è un Paese che ha più acqua e più sole rispetto ad altri Paesi europei, per cui credo che la soluzione siano le rinnovabili”, ha dichiarato Renato Mazzoncini nel corso dell’Energy Forum 2022, rimarcando come questo comporti “un modello di business molto diverso che richiede un modello di mercato diverso”. In sostanza, un sistema che venga incontro ai bisogni energetici dell’Italia e che fornisca un punto di equilibrio tra le istanze delle realtà energivore e quelle dei produttori di energia.

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